Libro 49: Io Uccido

Libro 49: Io Uccido

Estate: angurie, caldo, ciabatte, ghiacciolo, mare, ombrellone e crema solare, libro da spiaggia.

Per celebrare l’arrivo della stagione del cazzeggio ho deciso di abbandonare l’afa dell’ottocento e novecento e tuffarmi nel nuovo millennio. Eh sì gente, dopo le avventure di Gattopardo, Uno Nessuno e Centomila e La Civetta prendo la macchina del tempo ritornando nel presente per il libro 49: Io Uccido.

Uno Nessuno Centomila

Uno Nessuno Centomila

RECENSIONETREDICI

Uno Nessuno Centomila
-OVVERO-
“Stay Hungry, stay Foolish”

Uno Nessuno e Centomila sono in ordine:

l’imprecazione che ho tirato finendo il libro
il numero di lettori a cui consiglio sta roba
i soldi che dovrebbero spettarmi per averlo sopportato fino alla fine.

Quest’anno il libro spegne 90 candeline e, proprio come mio nonno, è prolisso, antiquato e leggermente sessita. Vitangelo Moscarda è un figlio di papà viziato e apatico. Non avendo nulla da fare tutto il giorno -a parte rompere le scatole alla moglie- decide di mandare a fangulo la sua vita con uno sclero insopportabile fatto di frasi quali “nessuno mi capisce” “chi sono io veramente?” e “è mai possibile definirsi?”. Frasi dall’altissimo spessore morale che troviamo anche negli album dei Placebo e nei diari dell’adolescente medio.

Uno Nessuno Centomila

La mia reazione al personaggio Moscarda e a tutto ciò che rappresenta

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Libro13: Uno Nessuno Centomila

Libro13: Uno Nessuno Centomila

Dopo Gattopardo e Civetta continuo l’esplorazione della fauna siciliana con Uno Nessuno Centomila. Mi armo di arancini, cassata e marsala e inizio. Spero solo non sia strapeso come i due mattoni che lo hanno preceduto.

10 giustificazioni utili per il ritardo.

10 giustificazioni utili per il ritardo.

Sono tornata. Sotto 10 scuse per l’assenza che potete riciclare in caso di necessità:

  1. C’era traffico
  2. Ero in spedizione al di la del muro per salvare i bruti dell’avamposto di Aspra Dimora e sono stato attaccato da un gruppo di Estranei. Sono riuscito a farne fuori qualcuno con la mia spada di Valyria ma alla fine hanno avuto la meglio. C’è voluto un attimo prima che Melisandre mi resuscitasse con l’arte del fuoco rosso.
  3. Ho fatto un abbonamento a netflix
  4. Il cane mi ha mangiato il blog
  5. Non mi funzionava google maps e non trovavo la strada per il computer
  6. Sono stato trattenuto da (a piacere).. il capo, amici, parenti, vicino di casa, insegnante, gruppo di fan del blog impazzite.
  7. Ho mangiato talmente tanto a Pasqua che sono caduto in letargo
  8. La vita mi ha trattenuto.
  9. Trenitalia.
  10. Che cos’è in fondo il tempo se non uno spostamento nello spazio che avviene con ritmi diversi a seconda della persona e della situazione. Non siamo che atomi nell’universo e quello che per te è un tempo lungo per me non è altro che un battito d’ali di farfalla.

Il Giorno della Civetta

Il Giorno della Civetta

RECENSIONETRENTACINQUE

IL Giorno della Civetta
-ovvero-
“Il gallo canta quante volte gli pare tanto nessuno se lo fila”

Ci ho messo due mesi a finire questo libro di centoventi pagine perché è talmente corto che non mi sentivo in colpa a rimandare la lettura di volta in volta… In sostanza mi sono impigrita.

Comunque sto romanzo parla della Sicilia degli anni sessanta. Di omicidi d’interesse, di un detective che cerca di risolverli come può ma che si perde negli usi e costumi di un paese silenzioso come le campagne d’agosto.

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Il Gattopardo

Il Gattopardo

RECENSIONETRENTOTTO

IL GATTOPARDO
-ovvero-
“Si stava meglio quando si stava peggio”

Ho iniziato prevedendo il peggio: mi aspettavo un mappazzone sentimentale pieno di fronzoli e morale spicciola. (si Manzoni, sto parlando a te).

Ma Tomasi di Lampedusa è un ninja che quando meno te l’aspetti arriva con la sua katana e rompe tutti i pregiudizi.

tomasi di lampedusa - ninja assassin cerca la sua prossima vittima

tomasi di lampedusa – ninja assassin scruta l’orizzonte in cerca del prossimo lettore ignaro.

Prendete l’ultimo esemplare di un’antica stirpe – Don Fabrizio – una Sicilia che sta diventando Italia, buttateci dentro anche un po’ di chiesa e borghesia e avrete i punti salienti di questo romanzo. I sette capitoli – ogniuno in un anno distinto e importante della storia del paese – descrivono con poetica malinconia la condizione umana; la quotidianità fatta di riti antichi, la bellezza della giovinezza, la nascita e la fine dell’amore, la lotta per gli ideali, la meschinità dell’animo materiale e l’istinto di sopravvivenza, la rassegnata razionalità dei vecchi, i gesti che compongono la tranquillità familiare e il mistero fugace della morte. Penso che un romanzo in grado di parlare con leggerezza di sta roba qua sopra meriti rispetto.

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10 ragioni per leggere i classici

10 ragioni per leggere i classici

Entrare il libreria può causare ansia: su scaffali sbucano e si moltiplicano libri di ogni genere che neanche i soffioni in campagna dopo una giornata di pioggia.

Chi è tutta sta gente che scrive? Cos’avranno mai da dire? Immagino fabbriche di scrittori che spingono bottoni a forma di virgole e arrovellano macchine sfornaggettivi per raggiungere una quota di carta stampata sempre maggiore. Io non ci capisco più niente, tra libri, romanzi e saggi entro in ansia: come si fa a leggere TUTTO?

Quando non si capisce che strada percorrere conviene guardarsi indietro e prendere in mano un classico; ecco 10 motivi per farlo:

1. MOTIVO ECONOMICO: sono gratis o comunque a prezzo bassissimo. Continua a leggere